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Visualizzazione dei post con l'etichetta 🌐 Curiosità di Torino

🏛️ "Baci rubati" il Palazzo con il piercing

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“Baci Rubati” è il titolo di quest’opera di  Corrado Levi installata su un edificio del '700. Dove il piercing entra nella parete, si possono vedere gocce di sangue: rosso (anima proletaria) e blu (anima nobile).

〰️ Onde fluttuanti

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Installata nel 2001 sulla parete dell’edificio in piazzetta Viglongo,  Waves of wanting  "onde fluttuanti", opera d'arte contemporanea dell'artista americana Nancy Dwyer. Sei lastre ondulate in alluminio bucate e modellate affinché proiettino con i raggi solari la scritta “Più” in cinque lingue diverse "PIÙ, MORE, MEHR, MAS e PLUS".

🏛️ La “Fetta di Polenta”

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La “Fetta di Polenta” è senz'altro l’edificio più curioso di Torino. L'edificio fu progettato da Alessandro Antonelli (più noto per essere il costruttore della Mole Antonelliana) sul suo stesso terreno, più che scommessa fu una esigenza di costruzione. La forma triangolare molto stretta (16 m x 5m x 54cm), fa comprendere l’originalità della costruzione. E' alto complessivamente 24 metri, 9 piani, di cui 2 sotterranei, collegati da una piccola scala in pietra. Nel lato di 54 cm, la canna fumaria. I primi tre piani furono ultimati nel 1840, tre furono aggiunti successivamente nel 1881. Il nome "Fetta di polenta" attributo dai Torinesi, per la forma e il colore giallo dell’edificio, proprio come una fetta di "polenta". Il nome originale del palazzo prende il nome dalla moglie di Antonelli, Francesca Scaccabarozzi, dove abitarono per qualche anno, visto che nessuno voleva abitarci temendo il crollo della costruzione così anomala per l’epoca.

🌐 Il mignolo di Cristoforo Colombo

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Sotto i portici della Prefettura di Torino, in Piazza Castello, si trova un medaglione a mezzobusto di Cristoforo Colombo che misura con un compasso il mappamondo, sullo sfondo una caravella. Il dito mignolo di Colombo che sporge dal busto si dice indichi la rotta della fortuna. Per conquistarsi la fortuna si usa strofinarlo, gli studenti universitari prima degli esami, chi prima di una prova importante o un matrimonio. L'opera è dello scultore Somà Dino (1886-1925).

🍞 Il pane del boia

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Nel 1391 Amedeo VIII di Savoia intervenne per obbligare i panettieri a produrre il pane per i boia. A quei tempi il pane veniva preparato a seconda degli acquirenti e prendeva il nome dallo stesso compratore; medico, canonico, ecc., ma i fornai si rifiutavano di panificare per il boia. Nonostante l'editto “o accettate il boia come cliente o diventerete clienti del boia” i panettieri obbedirono ma incominciarono, in segno di disprezzo, a porgere ai carnefici il pane capovolto. Da questo nasce probabilmente anche la tradizione popolare di non mettere mai il pane a tavola capovolto, poiché porta sfortuna. Il boia, offeso, protestò e si rivolse alle autorità. Amedeo VIII dovette nuovamente intervenire; ma i panettieri si ingegnarono producendo un pane a forma di mattone da poter essere consegnato al contrario senza che alcuno avesse di che lamentarsi. Nacque così il famoso Pancarré , che piacque particolarmente ai francesi nel periodo di dominazione napoleonica e che ha fatto il g...

🌐 L'ingegnere che fece volare il primo aereo italiano

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Aristide Faccioli, nato a Bologna nel 1848 e morto a Torino nel 1920, fu il precursore dell'aeronautica italiana. Nel 1909, nello stabilimento S.P.A. (Società Piemontese Automobili) di corso Ferrucci 122 a Torino, progettò e costruì il primo aereo interamente italiano. Il breve volo di prova avvenuto sui prati di Venaria Reale, 20 metri di altezza, si concluse con la distruzione dell'apparecchio, pilota Mario Faccioli, figlio dell'inventore. Mario uscì illeso dall'incidente, pronto a salire sul “Faccioli 2” e a compiere alcuni brevi voli tra maggio e giugno , fino a un nuovo incidente, non grave.  Fatale gli sarà invece un terzo incidente nel 1915.  In preda ai sensi di colpa, Aristide Faccioli si tolse la vita quattro anni dopo (28 gennaio 1920). Una lapide posta sulla facciata della palazzina di corso Ferrucci 122 ricorda l'importante avvenimento.

🏛️ Palazzo della Fortuna

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L’edificio progettato dall’architetto Luigi Beria nell’anno 1895 è conosciuto come Palazzo della Fortuna, perché era la sede centrale della Radio Televisione Italiana e gli Italiani a questo indirizzo inviavano i biglietti vincitori dei concorsi indetti dalla rete nazionale televisiva. Opera di Cristoforo Vicary, di Zurigo i medaglioni in ceramica sulla facciata che raffigurano scienziati: Volta, Pacinotti, Siemens, Ferraris. Enigmatici, ai lati del portone, i due portalampade, forse demoni o animali mitologici.